Furti in casa: "Nel 2021 uno ogni 3 minuti. Tante famiglie ancora senza protezioni o allarme"

2022-08-12 11:02:48 By : Ms. Michelle Yu

500 al giorno, 20 l'ora, uno ogni 3 minuti. Sono numeri che impressionano quelli relativi ai furti nelle abitazioni in Italia denunciati da chi li subisce. Un problema che in estate si intensifica. 

A lanciare l’allarme è la CNA, La Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media impresa che, in uno studio, rileva come nel 2021 - dati provvisori dell'Istat- le denunce di furti in abitazione hanno superato quota 182 mila. Vale a dire appunto quasi 500 al giorno, più di venti all'ora, uno ogni tre minuti circa.

Si tratta di uno dei reati più diffusi: 7,1 colpi ogni mille famiglie con picchi di 8,4 furti al Nord e di 7,8 al Centro; inferiori alla media il Sud (4,9) e le isole maggiori (3,7). Senza contare quanti preferiscono non denunciare il crimine per timore di ritorsioni o per la disillusione verso la possibilità di individuare i colpevoli; atteggiamenti che farebbero ulteriormente crescere i numeri del reato e giustificherebbero la sensazione di un maggior pericolo rispetto a quello che emerge dai numeri ufficiali.

Di fatto, questi reati odiosi, che turbano l'intimità delle famiglie e possono sfociare anche in atti di violenza, rimangono sempre troppi. Se il merito maggiore della riduzione di furti denunciati nell'ultimo decennio va senz'altro alle Forze dell'Ordine, una fortissima azione di deterrenza è stata messa in atto dai cittadini. Sono numerose, infatti, le famiglie italiane che hanno investito risorse per ridurre i rischi di intrusioni indesiderate e potenzialmente pericolose per la propria incolumità.

Due famiglie su tre ricorrono ad antifurti e porte blindate 

Due famiglie su tre hanno fatto montare una porta blindata all'ingresso di casa, un terzo dei nuclei familiari possiede un sistema di allarme, poco meno di un terzo inferriate a porte e finestre, tre famiglie su dieci sono dotate di videocamere. 

Dallo studio di CNA emerge, però, come siano ancora numerosi i nuclei familiari che non si proteggono. Senza contare le famiglie che non adeguano i propri impianti, a differenza dei criminali che si aggiornano sull’ evoluzione della tecnologia. 

Per montare sistemi di protezione e allarmi affidarsi a personale specializzato

Come fare allora per evitare brutte sorprese? Prima di tutto considerando che la sicurezza non è mai superflua e che la spesa che si affronta, in tali casi, è un investimento per la propria serenità. Tanto più in un periodo come questo che garantisce sostegni pubblici alle famiglie anche sul fronte della difesa dai malintenzionati.

Fondamentale - spiega CNA Installazione Impianti - è che tutti i lavori di sicurezza siano affidati a personale specializzato, che usa prodotti di qualità elevata e tecnologicamente aggiornati. Mai come su questo fronte il fai-da-te è decisamente sconsigliabile. Se si subisce un furto e l'impianto è stato installato da personale non qualificato, inoltre, l'assicurazione non riconoscerà il risarcimento.

La normativa tecnica di riferimento prevede a monte specifiche pratiche di analisi, sia del contesto che circonda l'edificio sia della natura dell'immobile e dei beni contenuti prima di valutare la tipologia di impianto da proporre e realizzare a norma. Scendendo nei dettagli dei lavori, va tenuto presente che la semplice segnalazione dell'intrusione (il classico allarme acustico, a esempio) ormai serve a poco di fronte a una criminalità più nociva che in passato, che da un verso si accontenta anche di bottini esigui, messi insieme in pochi minuti, dall'altro non esita a commettere atti violenti.

Difendere la propria abitazione: soluzioni, costi e ‘bonus fiscali’

La soluzione più economica per difendere la propria casa è rappresentata dalle inferriate: per una grata fissa in ferro di dimensioni medie la spesa si aggira sui 500 euro. L'installazione di una porta blindata costa mediamente 1.500/1.700 euro. Affidarsi a soluzioni più sofisticate - rileva CNA Installazione Impianti - è giocoforza più oneroso. 

Un impianto di sicurezza anti-intrusione va da 1.800 a 4 mila euro. L'integrazione del sistema di video-sorveglianza oscilla tra mille e 2mila euro. Ad aiutare può essere anche l'aiuto fiscale. Nell'ambito difatti degli incentivi fiscali messi a disposizione di quanti ristrutturano il proprio immobile - sottolinea CNA Installazione Impianti - sono incluse anche le spese per la sicurezza. Nello specifico, la parte definita "bonus sicurezza" comprende tutti gli interventi di ristrutturazione che riguardano la difesa dell'immobile, sia in proprietà sia in affitto, parti comuni dello stabile comprese. Per l'acquisto di impianti antifurto entro il prossimo 31 dicembre sono previste detrazioni Irpef, spalmabili su dieci anni, pari al 50 per cento della spesa sostenuta.